SaRa Stampa

cinquestelle-768x543La cronaca politica delle ultime ore parla, tra successi e sconfitte, del ridimensionamento del Movimento Cinque Stelle.

Ricordo anni fa, quando ancora non c’erano in ballo Sindaci di “Città importanti” o alleanze di Governo, delle animate discussioni con dei miei amici che davvero credevano (probabilmente lo faranno anche ora!) nel sogno del Movimento Cinque Stelle e soprattutto nella sua concretizzazione. La logica dell’uno vale uno, del supereremo il 50% e governeremo da soli senza “scendere a compromessi”, del presto usciremo dall’euro, della democrazia dal basso (meglio se via web) o la diffidenza (ed uso un eufemismo!) nei confronti dei giornalisti e dei media erano argomenti che loro sentivano propri. Li sostenevano con passione, quasi come un fedele fa con il proprio credo. Non avevano e non ammettevano dubbi al riguardo. Ho ancora in mente le mie osservazioni dell’epoca e anche le loro risposte. Risposte per me assolutamente errate o, meglio, poco (o niente) ragionevoli e fondate sulla realtà.
Negli anni i Cinque Stelle hanno utilizzato come e meglio degli altri i media: hanno persino rilasciato interviste alla tv tanto demonizzata in quegli anni e nella quale dicevano che mai avrebbero messo piede. Hanno stretto alleanze, solo per citarne alcuni, con Pd e Lega (ed è ancora nella mente di tutti il faccia a faccia in diretta streaming con Bersani). Hanno addirittura un capo politico riconosciuto come tale! Leggi il seguito di questo post »

il futuro è nelle nostre maniNoi vaccinati siamo stufi di pagare per chi se ne frega e non si vaccina!
Noi non vaccinati non vogliamo piegarci a questa dittatura sanitaria che ci sta rovinando la vita!

Affermazioni ormai trite e ritrite che, soprattutto dopo l’approvazione della nuova normativa sul Green pass, si accavallano ogni giorno sui media generalisti, sulla carta stampata, sui social e anche in quelle che una volta erano definite “chiacchiere da bar”.

Personalmente non sono una “no vax” ma non sono neanche una di quelle persone che ha fatto il vaccino giubilando, magari scattandosi un selfie convinta di avere raggiunto un traguardo tale da restituirmi e restituirci “la libertà di un tempo”.

Mi trovo in una posizione di mezzo che non mi fa appartenere a nessuna delle due squadre in campo ma forse mi permette di avere uno sguardo meno coinvolto sui fatti. Leggi il seguito di questo post »

RaffaCarraLe nostre vite sono costellate di incontri con persone e personaggi che caratterizzano la nostra esistenza e ne costituiscono l’impalcatura principale, senza neanche rendercene conto.

Raffaella Carrà è stata capace di essere personaggio, restando però sempre una persona.

In queste ore si sta scrivendo di tutto e di più su di lei e sulla sua carriera. Aneddoti di chi l’ha conosciuta, foto di chi l’ha incontrata e tanti, tantissimi, infiniti spezzoni dei suoi lavori.
Ma quello che accomuna ricordi così diversi è la vicinanza con cui Raffaella Carrà è entrata nelle vite di molti, se non di tutti.
E così, le persone “comuni” la ricordano come “una di famiglia”, i colleghi e le colleghe come “una gran professionista sempre premurosa ed attenta agli altri”. Personalmente per me la Carrà era quella signora bionda che da piccolissima mi faceva ballare davanti alla televisione con “ballo ballo da capogiro, porta porta portami una pappalla (farfalla!)” facendo stampare un bel sorriso sulla faccia dei miei genitori e di mia sorella. Leggi il seguito di questo post »

1200px-Social_Media_Facebook_(Unsplash)Si dice che quella che stiamo vivendo sia la società dell’immagine, definizione ormai “datata” ma che aiuta ad inquadrare una grande rivoluzione che negli ultimi decenni ha interessato e forse in un certo modo ha anche travolto e stravolto la nostra società.
Il fenomeno degli influencer, l’utilizzo dei foto ritocchi, il dilagare dei filtri fotografici e ancora il sempre maggiore utilizzo delle dirette social e la condivisione di fotografie e video che ritraggono alcuni dei momenti più intimi e privati della nostra esistenza sono solo alcune evidenze di questa realtà.

Qualcuno più qualificato di me sostiene che le nostre vite, come accadeva un tempo, in realtà sono semplicemente racchiuse e raccontate in diari che, rispetto al passato, sono conservati on line sul web: diari di testo e immagini, nel caso di Facebook, Twitter o Instagram oppure diari fatti di video nel caso di Youtube e TikTok. E le opzioni potrebbero continuare all’infinito.
Ed infatti l’interfaccia di molti social media utilizza in maniera più o meno palese proprio la logica del diario: attraverso i diversi social ci si racconta e al tempo stesso ci si conosce. E poi a sostituire la vecchia chiave con lucchetto che chiudeva le pagine del diario di una volta, ci sono password e livelli di sicurezza che proteggono profili ed account. Ma siamo proprio sicuri che sia tutto così “innocente” e facile?

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